The Pietrarubbia Group di Arnaldo Pomodoro

Milano, Università Milano-Bicocca
Lunedì 15 Maggio 2017 - Domenica 31 Dicembre 2017
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Comunicato Stampa

 

L’Università di Milano-Bicocca accoglie l’opera The Pietrarubbia Group di Arnaldo Pomodoro

 

Dal 15 maggio Piazza dell’Ateneo Nuovo si arricchisce del monumentale complesso scultoreo inserito all’interno del “Boulevard dell’Innovazione” del Distretto Bicocca. Un percorso che collega opere d’arte di importanti autori italiani e internazionali e apre il quartiere e il Campus alla città.

 

Milano, 15 maggio 2017 – Da oggi Piazza dell’Ateneo Nuovo dell’Università Milano-Bicocca accoglie un’importante opera di Arnaldo Pomodoro.

Si tratta di The Pietrarubbia Group, il grande complesso scultoreo recentemente esposto in Piazzetta Reale, in occasione dell’antologica con la quale Milano ha celebrato i 90 anni del Maestro, che ora è collocato nella piazza progettata da Vittorio Gregotti per il Campus universitario.

 

L’operazione nasce dalla collaborazione tra l’Università Milano-Bicocca e la Fondazione Arnaldo Pomodoro, che ha concesso l’opera in comodato d’uso gratuito per cinque anni. The Pietrarubbia Group si inserisce all’interno del Boulevard dell’Innovazione del Distretto Bicocca, una grande arteria che attraversa l’area che già accoglie opere d’arte di importanti autori italiani e internazionali come Fausto Melotti, Anselm Kiefer e Giuseppe Spagnulo.

 

All’inaugurazione sono intervenuti Arnaldo Pomodoro, Vittorio Gregotti, Livia Pomodoro, presidente dell’Accademia di Belle arti di Milano, Antonio Calabrò, Direttore della Fondazione Pirelli, Cristina Messa, Rettore dell’Università di Milano-Bicocca, e Marco Martini, coordinatore della Rete Beni culturali dell’Ateneo.

 

«L’opera di Arnaldo Pomodoro è simbolo di apertura e sperimentazione visiva – ha dichiarato Cristina Messa, Rettore dell'Università di Milano-Bicocca – e pone l’arte al centro dell’Ateneo progettato dalla Gregotti Associati, valorizzando l’estetica di una realtà vivace che ogni giorno accoglie tanti giovani. Il progetto dà il via a un percorso che vuole portare il quartiere Bicocca ad essere sempre più attrattivo e riconosciuto come simbolo della contemporaneità, luogo di formazione, cultura, ricerca e bellezza».

 

«Siamo felici che l'opera di Arnaldo Pomodoro, che ha abitato piazzetta Reale durante la mostra a lui dedicata, trovi ora una collocazione come opera di arte pubblica – ha dichiarato Filippo Del Corno, assessore alla Cultura del Comune di Milano – Un contributo generoso che prosegue l'opera di connessione tra cultura e comunità, tra arte e società, tra significato e bellezza, che intendiamo portare avanti nella nostra città».

 

Come ha spesso affermato Arnaldo Pomodoro, «l’ideale per me è ambientare le mie sculture tra la gente, le case, il verde, le vie di tutti i giorni. L’opera diviene come una creatura vivente, che muta nel volgere della luce e delle ombre, ma anche nell’incontro con le persone, creando un inconsueto dialogo che lega opera e fruitore. L’opera diviene così patrimonio di tutti e acquista una valenza testimoniale del proprio tempo: riesce a improntare di sé un contesto e lo arricchisce di ulteriori stratificazioni di memoria».

 

«Quando ho saputo dell’intenzione di Arnaldo Pomodoro di collocare un suo lavoro all’Università di Milano-Bicocca – ha dichiarato l’architetto Vittorio Gregotti – non solo sono stato felice per la sua generosità, ma ho anche trovato del tutto naturale lo sposalizio fra il nostro lungo e complicato lavoro di trasformazione dell’area Bicocca e la sua opera di grande scultore».

 

The Pietrarubbia Group (1975-2015) è, secondo Giulio Carlo Argan, una di quelle opere che, nel pieno della maturità di un artista, rappresentano un riepilogo e un bilancio di tutto un passato. Arnaldo Pomodoro è marchigiano; abita a Milano, ma non ha mai reciso il legame che lo unisce al paese dov’è nato. Lo stesso tema centrale della sua opera di scultore, la memoria e il tempo, ve lo riporta. Pietrarubbia è un borgo delle Marche rimasto per molti anni abbandonato: Pomodoro ne ha recuperato l’antica vicenda storica e l’ha eletto a topos simbolico del suo lavoro.

 

Il monumento è una grande struttura orientabile inserita nello spazio come una macchina del tempo che capti e trascriva il vissuto, le tracce invisibili degli eventi accaduti in quel luogo. Quelle memorie si traducono in segni indecifrabili, infatti l’artista non si è mai proposto di illustrare o raccontare una storia; ha ascoltato il ritmo silenzioso del tempo e l’ha espresso in termini di spazio. La complessa struttura ambientale è un’opera in progress composta inizialmente di tre elementi: Il fondamento e L’uso (blocchi fissi e duplici) e Il rapporto (due porte girevoli e combacianti); cui si sono successivamente aggiunti i due pannelli della Quotidianità. Solo nel 2015 Pomodoro ha completato l’opera con gli ultimi due elementi, Gli assoluti, uno dedicato al dolore e l’altro alla speranza.

 

 

 

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